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 L’Ufficio Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana per la Pastorale del Tempo libero, Turismo e Sport, in collaborazione con il Servizio Nazionale della CEI per la Pastorale Giovanile e con il Servizio Nazionale per il Progetto Culturale, ha avviato un processo di valorizzazione della storica via di pellegrinaggio denominata "Via Francigena". L'intento è quello di riscoprire le potenzialità spirituali e culturali ad essa connesse e promuovere nuove sensibilità ma soprattutto nuove esperienze di pellegrinaggio. Inoltre si sta cercando di delineare una mappatura sia delle parrocchie che degli alloggi che si trovano lungo la Via.

Dopo la Giornata di studio del 10 gennaio 2008 a Siena (vedi di seguito), il Gruppo di Lavoro della Via Francigena si è riunito più volte e, durante il 2009 e il 2010 ha lavorato per definire lo Statuto dell'Associazione Ecclesiale Italiana della Via Francigena e delle Antiche Vie di Pellegrinaggio "Ad Limina Petri", in collaborazione con la Segreteria Generale della CEI e il Pontificio Consiglio della Cultura.




Associazioni Aderenti




STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE “AD LIMINA PETRI”:
ASSOCIAZIONE ECCLESIALE ITALIANA DELLA VIA FRANCIGENA
E DELLE ANTICHE VIE DI PELLEGRINAGGIO


Identità
L’Associazione “Ad limina Petri”è un’associazione cristiana di impegno ecclesiale e culturale legato al pellegrinaggio a piedi o simile lungo le antiche vie di pellegrinaggio e lungo la Via Francigena.

Scopo
L’Associazione “Ad limina Petri” ha come scopo:

  • diffondere la spiritualità cristiana del pellegrinaggio
  • supportare le iniziative proposte dalle istituzioni ecclesiali, dalle associazioni e dai gruppi iscritti
  • promuovere eventi
  • supportare l’approntamento degli ospitali e l’accoglienza negli stessi
  • favorire la diffusione del volontariato sulle vie interessate
  • fornire le informazioni legate al pellegrinaggio 

 

Scarica lo statuto cliccando qui (pdf, 27,4 Kb)
 
STORIA

Dal 10 gennaio 2008, data della giornata di riflessione sull’identità cristiana del pellegrinaggio, nacque l’idea di costituire un’associazione che potesse raccogliere sia i rappresentanti delle comunità lungo la via, sia i rappresentanti delle associazioni di pellegrini.

Fu così che, già dal 25 gennaio dello stesso anno, si iniziò a tenere degli incontri, a cadenza plurimensile, presso la sede dell’UNTS a Roma.

Nel 2009 fu pubblicato sul sito della CEI-UNTS l’elenco degli ospitali e delle parrocchie lungo la Via Francigena del nord, consultabile aprendo la finestra “Via Francigena”. Si tratta di uno strumento utile per orientare il pellegrino nella ricerca di ospitalità.

Nell’estate 2009 fu pubblicata una carta credenziale del pellegrino che potesse servire come strumento pastorale più autorevole per le accoglienze lungo la via e per i parroci della Via Francigena e delle antiche vie per Roma.

Nell’aprile 2010 fu registrato lo statuto definitivo dell’associazione ALP ed attualmente stiamo lavorando alla costruzione di un sito che possa servire il pellegrino e le comunità ospitanti.

C’ è ancora molta strada da fare per migliorare le accoglienze lungo la Via e per migliorare l’accoglienza a Roma ma il cammino è iniziato e siamo certi che, sia pure a piccoli passi, andremo avanti. Ultreya e suseya.

 


Il 25 marzo 2010 è stata ufficializzata la nascita dell’associazione Ad Limina Petri, Associazione Ecclesiale Italiana della Via Francigena e delle Antiche Vie di Pellegrinaggio, tramite una lettera di presentazione che l’Ufficio Nazionale per il Turismo, e lo Sport (UNTS) della CEI ha inviato ai vescovi lungo la via, a firma del direttore don Mario Lusek.
Lo scopo dell’associazione, come recita lo statuto, è principalmente quello diffondere la spiritualità cristiana della ricerca e del pellegrinaggio e favorire la diffusione del servizio in rapporto al pellegrinaggio sulle vie interessate. Il presidente pro tempore dell’associazione è stato indicato nella mia persona, don Domenico Poeta, della diocesi di Siena, la sede è stata fissata presso il Centro Pastorale della diocesi di Siena.
Il logo che è stato scelto ha richiesto una lunga meditazione per evitare scelte iconografiche superficiali o poco aderenti all’identità del pellegrinaggio in senso biblico, cioè verso la Gerusalemme celeste che scende dal cielo (Ap21), e al tempo stesso per evidenziare la figura dell’apostolo Pietro non soltanto in riferimento alla sede romana ma anche e soprattutto nella pregnanza del simbolismo neotestamentario.
Le domande di carattere pastorale a cui l’associazione vorrebbe rispondere sono molte, cerchiamo di focalizzare le principali mentre chiediamo a tutti i credenti di impegnarsi attivamente nella pastorale del pellegrinaggio mettendosi in contatto con noi, all’indirizzo del segretario, vi partecipiamo le nostre linee di servizio.        
Come incarnare la ricchezza spirituale che il pellegrinaggio verso Roma ci offre?

  1. Non confondendo l’identità spirituale e culturale della via Francigena con un fenomeno semplicemente turistico, commerciale e sportivo.
  2. Garantendo una presenza ecclesiale negli ospitali della via.

 

Perdere l’identità cristiana che è radicata in Cristo (Col 2,7) e che perciò è viva, significherebbe perdere l’anima del pellegrinaggio.
Un corpo senza più l’anima è privo di vita. La collaborazione con le istituzioni civili, nel rispetto delle legittime autonomie, sta proprio qui. Una volta ammesso, in sede civile, il valore del pellegrinaggio a piedi, se ne devono creare coerentemente le condizioni di esistenza.

    1. Manca un regolamento specifico approvato dallo stato italiano per l’ospitale che permetta l’accoglienza dei pellegrini a piedi con normative diverse da quelle delle strutture alberghiere o delle abitazioni familiari.
    1. In Italia manca una via Francigena autenticamente dedicata ai pellegrini, con standard di sicurezza stradale sufficienti (piste laterali, guard-rail, marciapiedi) e di percorribilità (sono presenti cancelli, recinzioni, allungamenti-accorciamenti del percorso)

-  Sono necessarie delle comunità prima ancora che delle case in cui praticare l’accoglienza.
Accogliere, per noi cristiani, non può significare semplicemente consegnare all’ospite la chiave di una camera in cui poter dormire.
Accogliere significa donare il tempo, ringraziare insieme il Signore, pregare, mangiare insieme se possibile, fare insieme un tratto del cammino spirituale del pellegrinaggio sulla via per Roma.
E’ indispensabile la presenza dell’ALP, un’associazione delle comunità cattoliche dislocate lungo la via, in modo da avere un volto, per potersi confrontare e aiutare.

    1. E’ necessario richiedere la collaborazione di tutte le istituzioni ecclesiali, italiane ed europee, cattoliche e, magari anche protestanti, ne saremmo felici. Non dimentichiamo che i tracciati storici delle vie per Roma attraversano molte regioni protestanti.
    2. E’ importante la partecipazione attiva degli istituti religiosi maschili e femminili, dei monasteri, cattolici ed ecumenici, delle confraternite, delle misericordie, dei movimenti ecclesiali. Ognuna delle istituzioni citate può partecipare direttamente o inviando volontari agli ospitali della via per Roma.
    3. Poi c’è bisogno di una segreteria operativa che sia rappresentativa delle realtà presenti lungo tutto il percorso italiano, fatta di persone che possano visitare le chiese particolari e le case religiose coinvolte nell’accoglienza.

Molte cose restano ancora da definire:

    1. la liturgia dell’ammissione all’ordo peregrinorum, la forma dello scrutinio-colloquio dei candidati al pelegrinaggio,
    2. il benedizionale del pellegrinaggio liturgicamente e storicamente fondato,
    3. un ordo di canti e di preghiere soprattutto antichi storicamente legati ai luoghi e alle spiritualità dei singoli centri cristiani in cui si fa sosta, canti e preghiere cristologici (Torino e la sindone), canti e preghiere mariani (Siena), canti e preghiere eucaristici (Bolsena), canti e preghiere ai santi Pietro e Paolo (Roma) ecc.
    4. Una ricerca storico-iconografica da utilizzare per le immagini degli ospitali e, soprattutto, degli oratori-cappelle, che non saranno dei pupazzetti, come se ne vedono già, ma avranno una qualità biblica e liturgica.

Altri dettagli ancora rimangono da mettere a punto:

    1. la carta credenziale, il rapporto tra l’autenticità di questa ed il rilascio del Testimonium a Roma.
    2. La fruibilità della ricchezza spirituale disseminata lungo la via: trovare le chiese aperte con l’orario delle messe e delle persone di riferimento della parrocchia, trovare delle guide scritte in varie lingue o dei volontari che aiutino i pellegrini a conoscere il significato catechetico dei luoghi di culto incontrati lungo la via, soprattutto nelle cattedrali.

Poi  la via prosegue fino a Gerusalemme, attendendo l’incontro definitivo nella Gerusalemme del cielo.
Ritornando nelle città degli uomini, i pellegrini sono parte di una comunità universale, visibile, che può parlare al mondo delle persone comuni come anche al mondo dei potenti  perché quell’esperienza straordinariamente ricca del pellegrinaggio, si traduca in incontro permanente di popoli per l’unità e per la pace.
Le chiese locali e le loro istituzioni europee ed internazionali possono fare molto.
Perché non pensare ad un pellegrinaggio biennale non solo dei giovani, ma di tutti i pellegrini del mondo, per la pace, nelle città più significative del nostro tempo?
Roma, Gerusalemme, New York, Mosca, Pechino.
C’è una lunga via da percorrere ancora.
Se saremo uniti non ci scoraggeremo di fronte alle difficoltà del lungo cammino che ci aspetta,
andremo avanti, usque ad limina, fino alla meta.

don Domenico Poeta.