LA VIA FRANCIGENA

La Via Francigena è menzionata con questo nome per la prima volta nell'Actum Clusio, una pergamena del 876 conservata nell'abbazia di San Salvatore al Monte Amiata (Toscana).
La formazione della Via Francigena è strettamente collegata alle vicende d’Italia nell’alto medio evo, quando, per la divisione della penisola tra Longobardi e Bizantini (sec. VI), si afferma una direttrice di traffico che utilizza il valico di Monte Bardone (Mons Langobardorum, oggi Passo della Cisa). Esso consente infatti di mettere in sicura comunicazione le regioni controllate dai Longobardi nella pianura padana con i loro domini nel centro e nel sud d’Italia; gli altri principali valichi, infatti, sono troppo vicini ai domini bizantini, saldamente attestati sulla costa e nella parte orientale della pianura padana (Romagna).
Con il predominio franco (sec. IX), tale direttrice, che utilizza anche tratti delle antiche strade consolari, viene ampliata ed utilizzata come via principale di comunicazione con la Francia: di qui il nome di Via Francigena (o Via Francesca).

Essa non è ovviamente solo un itinerario di pellegrinaggio: viene percorsa da tutti coloro che si spostano. In realtà i soggetti circolanti non sono un gran numero: si tratta soprattutto di mercanti, militari, studenti, chierici… e infine pellegrini. Per questi ultimi, la Via Francigena riveste particolare importanza, perché unisce tra loro le tre principale mete di pellegrinaggio cristiano: Santiago, Roma e Gerusalemme (le cosiddette peregrinationes majores). Infatti dai valichi del Monginevro e del Moncenisio (come dalla variante della costa) è possibile collegarsi con gli itinerari francesi che conducono ai Pirenei (soprattutto con la via di Arles e Tolosa, preferita dagli Italiani) e di lì alle strade per la tomba dell’Apostolo Giacomo a Compostella. Proseguendo invece oltre Roma, è possibile raggiungere i porti della costa pugliese (soprattutto Brindisi) per imbarcarsi alla volta di Gerusalemme (o per la costa greca, da cui proseguire via terra). La Via Francigena nel suo tratto italiano si presenta quindi come una importantissima direttrice di pellegrinaggio. Lo testimoniano le vestigia imponenti di opere assistenziali, religiose e stradali che a servizio di tale passaggio sono sorte nel corso dei secoli.

La Via Francigena, via di collegamento importantissima a livello europeo, è terreno fecondo di scambi culturali e spirituali. Nelle città toccate dal percorso si edificano cattedrali e chiese dedicate ai principali santi venerati dal popolo del pellegrini (Giacomo, Michele, Antonio, Rocco, Cristoforo…) e vengono collocate importanti reliquie. Lungo la Via Francigena si verificano anche noti miracoli (come quello eucaristico di Bolsena, che sta all’origine della festa del Corpus Domini). Sulla Via Francigena nasce quindi la civiltà europea. Per questo, nel 1994, il Consiglio d’Europa ha riconosciuto la Via Francigena “Itinerario Culturale Europeo” (come il Camino de Santiago). Essa infatti ha svolto un ruolo fondamentale nella costruzione dell'identità dell'Europa di oggi: ha posto in relazione diverse culture, abitudini, linguaggi ed economie, contribuendo all'integrazione dei popoli.

Rispetto all’itinerario della Francigena oggi considerato “classico”, lo scorrere del tempo ha apportato numerose modifiche ai percorsi di pellegrinaggio, sia per l’attrazione di nuovi poli culturali ed economici (ad es. Firenze), sia per il fascino di nuove figure di santità (ad es. Francesco d’Assisi), sia per le vicende in campo religioso (la riforma protestante, che ostacola il pellegrinaggio nelle regioni da essa controllate; la riforma cattolica, che sposta l’interesse verso mete mariane e promuove i – più brevi - pellegrinaggi di gruppo o di popolo).
I mutamenti del fenomeno dei pellegrinaggi, progressivamente effettuati con i nuovi mezzi di trasporto, determinano la progressiva scomparsa del cammino a piedi, tenuto in vita nei secoli XIX e XX da pochi appassionati solitari oppure da famiglie e gruppi particolarmente legati alla tradizione.

La rinascita del pellegrinaggio tradizionale lungo il Camino de Santiago (determinatasi soprattutto a partire dagli anni ’90 del secolo scorso, in conseguenza della IV Giornata Mondiale della Gioventù), ha suscitato nuovo interesse per gli antichi tracciati viari utilizzati dai pellegrini. Con l’urbanizzazione, l’industrializzazione e la conseguente modernizzazione del sistema di viabilità, molti tratti delle antiche vie sono stati però coperti da nuove strade a scorrimento veloce, tali da non consentire più un agevole riconoscimento delle direttrici medievali, né un facile passaggio dei pellegrini di oggi. Gli antichi itinerari sono quindi oggi da riscoprire e in parte da reinventare.