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Nella Chiesa cattolica il Giubileo è l’anno della remissione dei peccati, della riconciliazione, della conversione e della penitenza sacramentale.

Riprende il nome dal Giubileo ebraico, più precisamente la parola deriva dall’ebraico Jobel (caprone, in riferimento al corno di montone utilizzato nelle cerimonie sacre). Comunemente, viene detto anche “Anno Santo“, perché è destinato a promuovere la santità di vita.

L’anno giubilare è soprattutto l’anno di Cristo. Nel Nuovo Testamento Gesù si presenta come colui che porta a compimento l’antico Giubileo, essendo venuto a “predicare l’anno di grazia del Signore” (Isaia).

Il Giubileo 2025 sarà “ordinario”, inizierà con il Natale precedente (25 dicembre 2024) e terminerà con l’Epifania successiva (6 gennaio 2026).
L’inizio ufficiale avverrà con l’apertura della porta santa della basilica di San Pietro, mentre le porte sante delle altre Basiliche saranno aperte nei giorni successivi (le quattro basiliche maggiori di Roma, insieme a San Pietro, sono San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore).

L’apertura della porta santa è il rito più conosciuto del Giubileo: si tratta di una porta che rimane murata per 25 anni per essere aperta soltanto nell’Anno santo, per esprimere simbolicamente il concetto che – durante il Giubileo – è offerto ai fedeli un “percorso straordinario” verso la salvezza.

Dal Giubileo del 2000, papa Giovanni Paolo II ha introdotto un rito semplice e immediato: il muro viene rimosso in anticipo lasciando solo la porta chiusa, che il Papa apre spingendo i battenti: le porte sante rimarranno aperte fino al termine dell’Anno santo, quindi saranno nuovamente murate.