I luoghi di Pietro

San Pietro fu il “primo” degli Apostoli di Gesù, da lui posto a capo della sua Chiesa. Fu vescovo di Roma, dove subì il martirio. È considerato il primo papa.

Nato a Betsaida, paesino della Galilea, svolgeva la mansione di pescatore a Cafarnao. Fratello del futuro sant’Andrea, era sposato e – secondo gli atti apocrifi di Pietro – aveva anche una figlia chiamata Petronilla. Divenne apostolo di Gesù dopo che questi lo chiamò presso il lago di Galilea e dopo aver assistito alla pesca miracolosa. Dopo la crocifissione e la successiva risurrezione di Gesù, Pietro fu nominato dal Maestro stesso a capo dei dodici Apostoli e promotore dunque di quel movimento che sarebbe poi divenuto la prima Chiesa cristiana.

Da Betsaida a Cafarnao

Dal punto di vista storico e archeologico, la più antica testimonianza riferita a Pietro è la frammentaria iscrizione in greco “Pietro (è) qui” (πετρος ενι) ritrovata nel cosiddetto “muro rosso” presso l’antica Tomba di Pietro, sotto l’attuale Basilica di San Pietro a Roma, datata attorno al 160.

Sappiamo che il suo nome proprio era Simone e che, dopo il matrimonio si trasferì a Cafarnao, dove gli scavi effettuati a partire dal 1905 hanno portato alla luce i resti della sinagoga e di una chiesa ottagonale sulle cui fondamenta fu scoperta nel 1968 una casa, identificata con quella di Pietro grazie alla presenza di alcuni graffiti, dedicati a Cristo e all’Apostolo, databili al II secolo d.C.

Verso occidente

Le fonti storiche circa la vita e l’operato di Pietro possono essere distinte in tre categorie: testi del Nuovo Testamento, in particolare i quattro Vangeli e gli Atti degli Apostoli, molti scritti apocrifi a lui attribuiti o riferiti – tra cui un Vangelo di Pietro – e numerosi scritti di alcuni padri della Chiesa.

Sin dai giorni immediatamente successivi all’ascensione di Gesù, Pietro iniziò a viaggiare per annunciare la buona novella. Dopo una sosta in Samaria, l’apostolo fece ritorno alla pianura costiera: a Lidda guarì un paralitico e a Giaffa – dove abitò per un periodo presso un conciatore di pelli – risuscitò una discepola di nome Tabita.

Tra arresti e persecuzioni, gli Atti degli Apostoli si limitano ad annotare che ad un certo punto Pietro si incamminò verso un altro luogo. Stranamente, il Nuovo Testamento tace sugli ultimi anni della vita dell’apostolo. Per taluni, questo “altro luogo” sarebbe Roma, dove avrebbe cercato rifugio durante la persecuzione di Agrippa, nel 44; per altri, Antiochia, dove avrebbe soggiornato brevemente e dove ritrovò l’apostolo Paolo, che aveva incontrato al Concilio di Gerusalemme.

Dall’Asia a Roma

Il concilio di Gerusalemme è l’ultima apparizione di Pietro nel libro degli Atti. È probabile si sia recato ad Antiochia poiché – secondo le Omelie di San Clemente – Pietro partì da Tripoli per raggiungere la Turchia nell’anno 52. Probabilmente passò per Corinto, poiché qui Paolo segnalò la presenza di “partigiani di Pietro“. Ed è anche possibile che abbia compiuto altri viaggi missionari.

Nel corso dei secoli, diversi documenti di grande interesse arricchiscono la cosiddetta “tradizione petrina“, in base alla quale diverse città si contendono il primo sbarco di San Pietro in Italia, diretto a Roma. In particolare le località della Puglia come Otranto, San Pietro in Galatina, Gallipoli, Taranto, San Pietro in Bevagna (Manduria) e Santa Maria di Leuca. Non si può escludere che l’apostolo abbia visitato più di uno di questi porti, seguendo le rotte commerciali che anticamente facevano scalo proprio in questi luoghi.

E Gesù disse agli apostoli: «Chi credete che io sia?» Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente».

Vangelo di Matteo

«Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

Vangelo di Giovanni

Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna ubbidire a Dio, prima che agli uomini».

Atti degli Apostoli

Via Petrina: l’itinerario di Pietro

Ripercorriamo insieme le orme di Pietro dalla Galilea a Gerusalemme, dall’Asia minore a Roma, attraverso la Puglia e l’Appia antica
(in collaborazione con “Cammini d’Europa”)